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Ma il tifoso, alla partita della sua squadra, ci pensa il giorno prima e il giorno dopo. La settimana prima e la settimana dopo. Il tifoso non si diverte a vedere la sua squadra giocare, il tifoso soffre, come un cane. Ma non può fare altrimenti, oramai si trova invischiato fino al collo. Il tifoso non può spiegare il fascino perverso che la sofferenza esercita nei suoi confronti, e forse non vuole nemmeno spiegarlo a chi non può capirlo.

Delinquenti prestati al mondo del pallone
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LE RAGIONI DEL PEDALARE

Chi pedala cambia il mondo dolcemente, senza danneggiare nessuno.

Chi pedala rispetta ciò che ha intorno. La bicicletta ingentilisce la città, entra in punta di piedi nel paesaggio, non si impone, non fa rumore, non sporca l’aria, non occupa spazio.

Chi pedala sta bene. Si tiene in forma, evita lo stress e i problemi legati alla vita sedentaria.

Chi pedala ha equilibrio. Impara a misurare le forze, perché accelerare costa fatica.

Chi pedala conosce meglio il luogo dove vive. Si sposta senza perder tempo, non ha l’assillo del traffico e del parcheggio, vede meglio ciò che lo circonda. Da solo o in compagnia scopre un mondo di libertà e di bellezza.

Chi pedala risparmia e fa risparmiare la collettività. Una bici ha il prezzo di due pieni, non ha bisogno di carburante, non paga bollo e assicurazione. Le piste ciclabili costano meno delle strade per le automobili, e hanno costi di manutenzione inferiori.

Chi pedala crea lavoro, nelle aziende artigiane che costruiscono bici, nelle officine che le riparano e nel mondo del turismo verde, che fiorisce in molte nazioni e potrebbe aiutare anche la nostra economia.

Chi pedala migliora il proprio carattere. Impara a ridere degli acquazzoni, e allo stesso modo a sopportare piccole avversità e contrattempi.

Chi pedala non lascia niente dietro di sé e guarda avanti. Sa che ogni bicicletta in più e ogni macchina in meno rendono il traffico più sicuro e la città più bella, e ha fatto la sua scelta.

Chi pedala ha bisogno di poco. Un telaio, due ruote, qualche ingranaggio, un po’ di manutenzione: solo i chilometri sono illimitati.

E per finire: chi pedala deve rispettare le regole del traffico e della convivenza civile. Se non lo fa, sbaglia.

Cyclopride

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